In stato vegetativo dopo un incidente, Sofia torna a casa

Nella foto Sofia Antozzi (Web)
Per oltre un anno è stata in ospedale – Raccolti oltre 20mila euro grazie ai quali la ragazzina ha una camera e un bagno nuovi – Donazioni anche dalla Spagna

La sua camera è stata abbellita con una parete rosa, e al centro ora c’è un letto a una piazza e mezza. A fianco, un bagno tutto per lei.  “Sono stati realizzati anche grazie al vostro aiuto”, scrive Valeria Calvino nel gruppo Facebook di raccolta fondi. Sofia Antozzi, che poche ore dopo aver compiuto 15 anni è stata travolta da un’auto mentre rientrava a casa, a Nepi in provincia di Viterbo.

Era il 16 maggio del 2017, e da quel giorno Sofia (che oggi di anni ne ha 16) non è più la ragazzina allegra e spensierata che tutti conoscevano. È costretta in un letto e non parla, non si muove e a stento reagisce agli stimoli. “Dopo tredici mesi di ospedale – scrive il fratello Paolo su Facebook – Sofia torna a casa. E grazie alle donazioni fatte in questo mese abbiamo potuto finire i lavori e abbiamo quasi la macchina”. L’auto con cui la sua mamma e il suo papà possono portarla fuori, per le cure mediche ma anche per una passeggiata al mare per farle ritornare in mente quello che forse non ricorda più o che teme di non poter mai più riavere.

Dal 24 aprile scorso, quando la raccolta fondi è stata lanciata, sono stati raccolti oltre 20mila euro su Facebook. Grazie alla generosità di quasi 700 persone. Ma la cifra è molto più alta se a quei 20mila euro si aggiungesse quanto donato via conto corrente. “Abbiamo raggiunto e oltrepassato la soglia dei 20mila euro – evidenzia Valeria Calvino -. Una cifra che, a dire il vero, non ci immaginavamo di poter raccogliere. Ma, al di là della cifra, quello che tocca di più i genitori di Sofia sono la grande solidarietà e il desiderio di aiutare”.

E Sofia non è stata aiutata solo da chi, come lei, vive a Nepi. Ma la solidarietà si è diffusa in tutta la provincia, ha superato i confini regionali e anche nazionali. Donazioni sono arrivate pure dalla Catalogna, in Spagna, dove abita il fratello di Sofia. “Abbiamo fatto un’escursione solidale nella Cinhlera d’Aiats e al santuario di Cabrera. Un cammino di quaranta persone, che hanno raccolto 700 euro”.

Sofia è stata investita intorno all’ora di cena del 16 maggio di un anno fa. Sulla Nepesina, tra Colle Lidia e Colle Farnese. La Fiat Punto che l’ha colpita era guidata da una donna. Ai medici del 118 intervenuti sulla regionale 311, le condizioni di Sofia appaiono subito disperate e d’urgenza viene trasportata in eliambulanza al policlinico Gemelli di Roma. Subisce diversi interventi, e per tre mesi resta ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica. Poi il trasferimento in un istituto, e ora il ritorno a casa. Dopo poco più di un anno.

Ma la raccolta fondi resta aperta, e l’obiettivo finale è sempre di 35mila euro. E per Sofia è stato aperto anche un conto corrente, che contribuirà a sostenere la campagna di solidarietà.

Intestazione: Antozzi Sofia – Iban: IT97C0301503200000005813818.

“Le spese sono tante, immense, e purtroppo non si sa quando Sofia sarà risarcita dall’assicurazione. Un aiuto piccolo da parte di tanti – è l’appello – fa un aiuto concreto che aiuterà Sofia e la sua famiglia in un momento così delicato, difficile e duro. Penso che ognuno di noi possa rinunciare ad un pacchetto di sigarette, ad un caffè o ad un aperitivo per sostenere chi in questo momento ha bisogno di tutto l’aiuto possibile”.

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