OMICIDIO CRISAFULLI: SENTENZA SCHOK “GIUSTIZIA INESISTENTE”

Pietro Crisafulli sull'altare in via del Bosco.

Processo Mimmo Crisafulli, condanna a 5 mesi e malore in tribunale

Si conclude negativamente con una sentenza schok il processo per la morte del giovane Mimmo Crisafulli, avvenuta in seguito ad un incidente stradale. Il giudice per l’udienza preliminare, Giuseppina Montuori, ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata da parte del pubblico ministero Andrea Ursino, insieme alla difesa dell’imputata Anastasia Conti, la quale è stata condannata a cinque mesi e dieci giorni di reclusione, con la condizionale, la non menzione, e revoca della patente di guida, sulla morte di Domenico Crisafulli, conosciuto da tutti come Mimmo. I fatti sono accaduti la sera tardi del 6 marzo 2017, in cui si verificò l’incidente all’altezza dell’incrocio tra via Del Bosco e via De Logu, a Barriera. Anastasia Conti nonostante non abbia rispettato lo stop è stata premiata dalla magistratura italiana. Mimmo aveva 25 anni e due bambini, Dennis e Andrea.

Reazione rabbiosa da parte del padre della vittima, Pietro Crisafulli, presidente dell’Associazione “Sicilia Risvegli”, che dopo la lettura della sentenza si è improvvisamente accasciato a terra in aula, al punto tale da essere trasportato con il 118 in ospedale. “La giustizia italiana non funziona, è inesistente. Chi non si ferma allo stop – dice Crisafulli in una nota – è senza ombra di dubbio colpevole di omicidio stradale e, pertanto, dovrebbe essere condannato alle massime pene concepite dalla giustizia italiana che non funziona. Il patteggiamento ha ucciso nuovamente mio figlio, offeso me, i suoi figli, e la mia famiglia”.

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