Sicilia, morte di Mimmo Crisafulli. Il padre della vittima contro Cassaniti: “Si vergogni, sfrutta l’immagine e la tragedia di mio figlio”.

Pietro Crisafulli, Giuseppa Cassaniti

CATANIA. Alle ore 19:37 di lunedì 7 gennaio, giorno che precedeva l’udienza per il processo legato alla morte di Mimmo Crisafulli,avvenuta alle ore 22:43 del 6 marzo del 2017, all’altezza dell’incrocio tra via Del Bosco e via De Logu a Barriera, di Catania, compariva, sul sito internet www. vittimestrada.org e sulla pagina Facebook “Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus – A.I.F.V.S. Onlus”, un articolo ed post a firma di Giuseppa Cassaniti.

Domani 8 gennaio 2018 presso il Tribunale di Catania si terrà l’udienza per la morte dì Domenico Crisafulli, conosciuto come Mimmo, figlio di Pietro, difeso dall’avvocato Giuseppe Incardona, convenzionato con l’AIFVS – testualmente si legge nella nota -. Sulla trattazione del caso pesano le perizie tecniche di ricostruzione dell’incidente, che hanno stabilito una notevole percentuale di concorso di colpa della vittima, tanto che la giustizia aveva già proceduto ad archiviare il caso, lasciando nella disperazione i familiari della vittima. Il notevole impegno del nostro avvocato, nella cui esperienza rientra non soltanto la trattazione dei casi in tribunale ma anche l’orientamento maturato nel confronto associativo, ha fatto sì che venisse riaperto il caso archiviato. 

La successiva definizione del patteggiamento con la pena irrisoria di 5 mesi e 10 giorni, è stata discussa dall’avvocato Incardona con la presidente dell’AIFVS, Giuseppa Cassaniti, per concordare il futuro orientamento nel processo a sostegno dei diritti delle vittime e dei familiari.

Si è puntato sul rapporto tra dati delle perizie e potere di discrezionalità del giudice, chiamato a tener conto del ‘caso concreto’. In esso non c’è solo un imputato ma c’è anche e principalmente una vittima, della cui realtà bisogna partire nell’amministrare la giustizia, come auspicato dalle direttive europee. Siamo certi che la professionalità del nostro avvocato saprà orientare i giudici a tenerne conto per dare una adeguata risposta di giustizia”.

Immediata la reazione di Pietro Crisafulli, presidente dell’Associazione “Sicilia Risvegli”, nonché regista del film “La voce negli occhi”: “Sono il padre di Mimmo Crisafulli – si legge nel commento rilasciato sotto al post -. Comincio dicendo che questa non è la vera pagina dell’AIFVS onlus. Giuseppa Cassaniti non è la presidente AIFVS onlus; il vero presidente nazionale è Alberto Pallotti e riguardo a questo sono ben documentato. Ritengo che in questo post ci siano scritte molte cose che non corrispondono al vero. L’avvocato Giuseppe Incardona, mio fidatissimo legale che ho conosciuto diversi anni fa grazie alla vicenda Stamina, mi ha riferito di non aver mai parlato con lei – riporta la nota -. L’avvocato mi ha riferito di non averla mai sentita sul caso di mio figlio, né di essere al corrente di ciò che lei scrive. Credo lei debba solo vergognarsi di sfruttare le tragedie di famiglie in gravissima difficoltà per ottenere solo ed esclusivamente visibilità. In questo modo, la signora Cassaniti sta cercando di distruggere l’AIFVS onlus, che, ripeto, fa capo ad Alberto Pallotti e che è un’associazione meritevole. Ci stanno aiutando molto. La signora Cassaniti si è permessa di inviare e-mail a tutti i responsabili delle varie sedi sul territorio nazionale, chiedendo di non partecipare alla manifestazione davanti al Tribunale di Catania a cui lei stessa, in questa esternazione, non fa nemmeno lato riferimento. Addirittura qualcuno ha ricevuto anche chiamate telefoniche. Ci sono numerosi articoli e video che parlano chiaro riguardo a chi veramente abbia fatto qualcosa. Ciò che sto scrivendo è pienamente documentabile. La invito io a vergognarsi, a pensare a quanti problemi ci ha causato, a come la sua assenza sia stata evidente specie quando solo, con la mia famiglia, e, in particolare, i miei nipotini, figli di Domenico, ci siamo incatenati per quasi 10 giorni, 24 ore su 24, fuori al Tribunale per non fare archiviare il caso. Eravamo soli a soffrire come cani e l’assenza della sua voce ritengo abbia contribuito anche, purtroppo, ad arrivare al patteggiamento. Lei non ci ha aiutati, come accaduto già in occasione della tragedia di mio fratello Salvatore. La conosco troppo bene, signora Cassaniti. Rimuova questo post riguardante mio figlio sulla pagina e sul sito. La diffido ad utilizzare ancora il nome e le immagini di mio figlio Mimmo perchè procederò per vie legali, anche se passano anni. La giustizia che chiediamo non è quella che lei vuole fare apparire. Lasci in pace la mia famiglia e tutte le quelle come la mia che soffrono. Faccia lavorare le persone oneste come Alberto Pallotti. Invito tutte quelle famiglie che vivono lo stesso mio dramma – conclude -, ad affidarsi alla vera associazione AIFVS onlus, che trovate in in questo sito www.vittimestrada.eu

1 Commento

  1. Il caso Mimmo Crisafulli Patteggiamento pilotato. Mesi 5 e giorni 10 questo si chiama dittatura giudiziaria..

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